Quando tutto ebbe inizio…

Quando tutto ebbe inizio…

A tutti noi sarà capitato di andare in banca e incontrare il bancario di turno che ci offre qualche titolo azionario, come ottimo investimento.
E’ quello che è successo più o meno intorno all’anno duemila, quando le persone dai cinquant’anni in su, si trovarono inconsapevolmente ad essere i primi investitori italiani di internet, anche se non sapevano nemmeno cosa fosse.

Forse pochi ricordano come aziende italiane come Tiscali o statunitensi come Yahoo, fossero diventate bersaglio di speculazioni al rialzo, creando una vera e propria bolla speculativa. Tiscali ad esempio che forniva internet gratuitamente o servizi di posta elettronica, fu collocata a piazza Affari ad un prezzo iniziale di 5 euro per arrivare in breve tempo a 120 euro. In borsa ci furono collocamenti di aziende eccezionali, che nel primo giorno di contrattazione guadagnavano anche il 60%.
La finanza solitamente anticipa il mercato e l’intuizione che questa nuova comunicazione potesse essere davvero il mercato del nuovo millennio, la cosi detta “New economy”, era corretta.

C’era solo un problema, che quasi tutte queste aziende avevano i bilanci in rosso, ovvero non incassavano. Se per qualche colosso americano le cose non andavano male, quelle italiane dovevano fare i conti con la popolazione italiana dell’epoca. Internet era considerata una perdita di tempo, un luogo fatto solo di chat e illegalità dove perdere del tempo.

Persino le prime persone che si dedicarono a questo lavoro furono ridicolizzate.

Con una potenziale clientela del genere Tiscali alla presentazione del bilancio non proprio roseo, iniziò a precipitare senza più fermasi, chi aveva investito e aveva venduto in tempo, molto pochi, guadagnò molti soldi ma la maggior parte rimase incastrata nella speranza di una possibile risalita.
L’attuale quotazione di Tiscali è di € 0,048. Alla fine della bolla speculativa, che fece crollare o sparire molti altri titoli azionari, si iniziò finalmente a valutare la new economy con occhio più critico tenendo conto dei bilanci e delle potenzialità di crescita.

Oggi tra le maggiori società con maggiore capitalizzazione nel mondo abbiamo Facebook e Google, impensabile fino a dieci anni fa.

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